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C'è un sistema, al di là delle nostre regole che spesso le contrasta...
Riconoscere tale ordine naturale ci conduce a superare gli ostacoli naturali che ci tengono fuori dal sistema - i nostri rancori, rimpianti, rifiuti, gli ostacoli che ci mantengono fuori dal sistema. Ogni ordine, anche quello dell'amore, come quello della paura o della rabbia, si basa su regole segrete e dinamiche nascoste che lo rivendicano e lo difendono a prescindere dal nostro placet o dalla nostra comprensione.
L’ORDINE DI BASE
Questo ordine naturale gestisce il libero fluire delle cose, regolando i moti dell’anima e i suoi rapporti complessi. Si tratta di un ordine fenomenologico, come quello che determina causa ed effetto di tutte le leggi biologiche, ma che, per quanto riguarda l’anima, spesso non può essere compreso attraverso un atto puramente intellettivo ma attraverso regole empiriche che trovano i propri parametri esclusivamente nel fluire delle cose, rimanendo nascoste alla coscienza. Tale sistema si manifesta a noi soltanto al momento di una violazione del suo ordine naturale, attraverso le sue dinamiche da sempre celate nella penombra della nostra natura. Noi le abbiamo battezzate paura, colpa, rancore, risentimento, sfiducia, ma anche semplicemente fortuna o caso. Ciò che non consideriamo è che tali moti emotivi nascono da una violazione di un ordine sistemico, che puntualmente ci riflette il suo stato di non equilibrio.
Le regole, quindi, sono date da un sistema più grande, che è all’origine di ogni fluire naturale e di ogni moto esistente – l’ordine dell’Amore.
Tale ordine, fino a quando non viene violato attraverso nostri comportamenti o opinioni illecite, rimane celato alla vista dell’uomo, e soltanto al momento in cui il nostro operato non corrisponde più alle regole nascoste, la violazione viene riportata alla luce attraverso le reazioni e gli umori del singolo.
Per quanto tali moti siano variegati e suscettibili da persona a persona, le regole nascoste che determinano il loro funzionamento sono eguali per tutti. Chi non riesce a farsi amare, chi non desta fiducia, chi trova sempre il partner sbagliato o non si sente appagato da chi gli sta intorno interagisce con il sistema nella stessa maniera, infrangendo le stesse regole di base, a prescindere dal presupposto individuale di partenza. Chi tenta il suicidio entra nelle stesse dinamiche del sistema, qualsiasi fosse il suo moto di partenza, come chi si espone alla morte in maniera incosciente o provocatoria. Non ha importanza quale sia la strategia del proprio agire, la causa scatenante sul piano pratico. Che la persona si ponga in maniera troppo esuberante, o troppo poco - con una corazza ardita o senza la capacità di difendersi - i risultati convergono.
Con la gentile autorizzazione di Magister Michel Hardy, tratto dal suo ultimo libro “La Terapia della Rabbia”. |